Marco & Laura


Vai ai contenuti

Aosta e i Castelli

In Scooter

Maggio 2009 prendiamo il nostro "motore" direzione Aosta, Il programma è quello di vedere i castelli della zona e poi finire con Aosta.
partenza da Arluno prendendo l'A4 fino ad Ivrea. palloso ma necessario per non perdere ore inutilmente.
101 km, 5,10 € autostrada, 1 h 20 m.

Usciti a Ivrea abbiamo imboccato la SS26 direzione Pont Saint Martin.

Arluno - ivrea
Ivrea - Aosta

Pont Saint martin

Prima tappa : Pont Saint Martin come un'opera di magistrale ingegneria, dall'antica Roma ha potuto "valicare" 2.000 anni di storia, tra guerre, piene torrentizie, passaggi di santi e tranelli diabolici, per approdare alla "leggenda"...
Il piccolo borgo medievale che gravitava intorno al ponte su cui passavano soldati, pellegrini e merci, è divenuto nel tempo uno dei comuni più popolosi (circa 4.000 abitanti) della Valle d'Aosta. Anche il "viandante" più distratto, seppure in transito in autostrada, non può non essere attratto dalla struttura elegante e suggestiva del restaurato
Castello "Baraing" che, dal 1894 (anno in cui fu costruito), ha vissuto da protagonista tutte le stagioni storiche e le vicende sociali del paese.
Il Castello Baraing, attualmente sede della VII Comunità Montana "Mont Rose", sta assistendo al rifiorire, nei terrazzamenti che lo circondano, di nuovi impiantamenti di vite che, sotto le cure esperte dei tecnici delle "Caves Coopératives" di Donnas, produrranno entro pochi anni un vino degno della migliore tradizione locale.

Seconda tappa : Donnas E' uno dei primi comuni che si incontrano risalendo la Valle d'Aosta dal Canavese: si estende sui due lati del corso della Dora Baltea, dividendosi in due parrocchie, quella sulla sinistra orografica (adret) del fiume, corrispondente all'antico borgo medievale, e quella sulla destra, più estesa di superficie (envers) che fa capo alla frazione di Vert.
Tra il 1693 ed il 1783 Donnas e Vert erano anche separate dal punto di vista amministrativo, costituendo due diversi comuni.
Il paese è ricco di vestigia del passato, che vanno dalle incisioni su roccia ai misteriosi massi coppellati, tracce di epoche remote di cui si ignora quasi tutto.


Donnas

Bard

Terza tappa : Fortezza di Bard La Fortezza prende il nome dall'omonimo Comune della bassa Valle d'Aosta, caratterizzato da una superficie assai ridotta (3 km quadrati), ma famoso in tutto l'arco della storia grazie alla presenza della fortezza che fin dal medioevo ha dominato lo spuntone roccioso che sbarra, fin quasi a chiudere completamente, la valle della Dora Baltea. Naturalmente l'importanza strategica del forte negli anni andò diminuendo fino a scomparire del tutto, come pure quella commerciale del borgo, scavalcato dal nuovo tracciato della strada che aggira la base della fortezza. Data la sua posizione strategica per il controllo dei transiti, la rocca di Bard dovette essere fortificata fin dall'epoca preromana; risale al 1034 la prima citazione di un insediamento fortificato: esso apparteneva al visconte di Aosta Boso. Nel 1040 Bard appartiene al Visconte di Aosta e passa poi ai Signori di Bard che pare fossero originari di una antichissima famiglia comitale di Lorena; erano simili i nomi (Bar e Bard) e uguali gli stemmi "D'Azzurro seminato di crocette ricrocettate e fitte d'oro, a due Barbi addossati", come dice Giacosa. Il primo costruttore della Rocca Forte fu Ottone di Bard. Bard rimane, tra alterne vicende, in possesso della famiglia di Bard fino al 1242 quando il feudo diventa possesso dei Savoia; durante il 14 - 15° secolo Bard è interessato da frequenti contrasti con i feudi vicini. Nel 1538 la fortezza subisce l'assalto degli imperiali di Carlo V. Nel 1691 il Forte contrastò l'avanzata dei Francesi durante la guerra tra Vittorio Amedeo di Savoia ed il Re Sole. Nel 1704 i Francesi assediarono Bard che dopo nove giorni capitola, ma nel 1713, dopo la vittoria dei Piemontesi sui Francesi, tornò in possesso dei Savoia. Nel 1799 scoppiò la prima delle insurrezioni Valdostane borghesi "La Rivolte delle Socques". Pochi uomini armati rudimentalmente assalirono il Forte e il comandante dovette lasciare la postazione con tutta la guarnigione. Ma l'episodio militare più noto di cui il forte fu teatro è l'assedio del 1800. All'alba del 14 maggio di quell'anno i 40.000 uomini dell'Armèe de Rèserve di Napoleone varcarono le Alpi attraverso il Gran San Bernardo per sorprendere l'esercito austro-piemontese che occupava la pianura padana. Assediato il forte, difeso dalle truppe di Vittorio Amedeo II di Savoia, dopo alterne vicende, Napoleone fece radere al suolo il "vilain castel de Bard". Fu Carlo Felice, nel 1827, a promuovere il rifacimento del forte, affidando il progetto all'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero, ufficiale del Corpo Reale del Genio. I lavori si protrassero dal 1830 al '38. La nuova piazzaforte era costituita da tre corpi di fabbrica disposti su diversi livelli: l'Opera Ferdinando in basso, l'Opera Vittorio nella zona mediana e l'Opera Carlo Alberto in alto. Questo sistema a strutture autonome, munite di casematte per l'artiglieria, era in grado di garantire la reciproca difesa in caso di un attacco nemico. Nel complesso la fortezza era dotata di 283 locali e poteva ospitare fino a 416 uomini (il doppio con sistemazione paglia a terra); i magazzini potevano contenere munizioni e provviste sufficienti per tre mesi e l'armamento contava una cinquantina di bocche da fuoco. Alla fine dell'800 il forte si avvia al declino: utilizzato dapprima come bagno penale, fu in seguito destinato a deposito di munizioni. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, il forte è stato acquisito al patrimonio regionale nel 1990.

Quarta tappa : Verres Il castello di Verrès è ritenuto una fortezza militare del periodo gotico. Il castello avente principalmente scopo di difesa, fu costruito su di un promontorio roccioso a strapiombo sul torrente Evançon. Questa fortezza militare risale al 1287 e dai documenti ritrovati la indicano tra i posssedimenti dei Signori De Verretio. Ma fu il governatore e capitano generale del Piemonte, Ibleto di Challant, rappresentante di quella stirpe di ricchi feudatari che dominarono la valle fino al 1783, quando a Chatillon venne firmato l'atto che liberava la val d'Ayas da ogni sudditanza, che fece ricostruire completamente il castello tra il 1360 ed il 1390. Nella ricostruzione la fortezza venne adibita a dimora dello stesso Ibleto di Challant, le fortificazioni esterne, munite di artiglierie, furono invece aggiunte nel 1536 dal Conte Renato di Challant. Alla sua morte (1565) in assenza di figli maschi, Renato, contrariamente all'uso del ducato di lasciare l'eredità dei feudi ai soli maschi, redasse un testamento in favore delle figlie. Il castello venne quindi requisito dal Duca di Savoia e divenne sede di una guarnigione. Verso la fine del XVII° sec. venne abbandonato per circa 2 secoli e mezzo fino al 1894, anno in cui venne acquistato dallo Stato e dichiarato monumento nazionale. Ancora oggi il castello viene definito uno dei più possenti manieri che un vassallo abbia mai potuto permettersi di costruire in uno stato sovrano. Il castello è stato anche realizzato con una mirabile concezione architettonica. Ha la forma di un enorme monoblocco di 30 m. di lato che domina il paese di Verrès all'inizio della Valle d'Ayas. Le pareti hanno spessore di 2,50 m. e sono coronate di numerose feritoie e di un ponte levatoio. La realizzazione è tutta in pietra, ha magnifiche finestre gotiche. Su tutti i lati del castello, si aprono delle grandi finestre bifore scolpite con svariati motivi decorativi. Il cortile ha al centro una cisterna atta a raccogliere le acque del tetto a compluvio. L'interno, che in origine era semplicemente decorato con la bicromia ottenuta con il verde della pietra lavorata e il bianco delle pareti, si segnala per l'ampiezza dei locali, la poderosa struttura delle volte, gli stemmi in pietra lavorata, i vasti camini, tra i più grandi che vi siano nei castelli e soprattutto per il magnifico scalone a archi rampanti che raggiunge i piani superiori. Al pianterreno si trovano la cucina e due grandi saloni, adibiti secoli or sono, uno a magazzino per l'artiglieria e l'altro a sala d'armi. Al 1° piano: il salone da pranzo, la cucina e le camere dei castellani, mentre il secondo piano doveva essere destinato all'abitazione dei funzionari e dei soldati. Le porte e le finestre hanno stipiti, architravi e archivolti in pietra lavorata. Davanti al muro di ponente si trova il fabbricato delle carceri unito al castello dai muri di cinta. Esso costituiva anche il corpo di guardia ed è costruito sui muri della precedente casa forte che Ibleto di Challant conservò restaurandola. Le prigioni erano situate nel sotterraneo.
Il castello di Verrès ogni anno riapre i suoi battenti per ospitare il tradizionale Carnevale che rievoca i fasti della nobile Casata dei Challant.

Verres

Quinta tappa : Castello di Ussel Il castello di Ussel è il primo esempio di castello monoblocco ( a corpo unico) in Valle d'Aosta e si configura come un'architettura intermedia tra l'austero castello di Verrès e quello più articolato di Fénis. Ha un grande valore da un punto di vista storico perché, non avendo subito altri interventi edilizi dopo la costruzione, ha potuto conservare le sue caratteristiche originarie. L'edificio rappresenta una svolta nell'architettura militare e costituisce l'ultima fase evolutiva del castello medievale. Questa grande evoluzione nella tipologia architettonica, evidente ad Ussel, non è così visibile nel contemporaneo castello di Fénis. Il motivo è forse da ricercarsi nel fatto che la costruzione di Ussel è stata eretta ex-novo, mentre gli interventi di Fénis o di Aymavilles sono stati vincolati dagli edifici preesistenti che hanno fortemente condizionato le scelte progettuali. Tuttavia il progettista della forma monoblocco che caratterizza il castello di Ussel potrebbe aver tratto ispirazione, oltre che dagli edifici siriani (magari incontrati durante le crociate), anche da fabbricati valdostani quali il corpo residenziale del castello di Bramafan o la casaforte di Planaval.
Il castello, situato su un costone roccioso posto su un precipizio, costituisce una delle maggiori attrattive della zona. L'edificio, visitabile nel periodo estivo, domina dall'alto i comuni di Châtillon e Saint-Vincent, offrendo ai visitatori un panorama eccezionale. Fu costruito da Ebalo II di Challant nel 1343 al termine delle intricate vicende per questioni ereditarie che coinvolsero la famiglia Challant alla morte di Ebalo Magno. Frutto di una costruzione ex-novo, il castello conserva ancora la struttura originaria, poichè nei secoli successivi non fu più oggetto di altri interventi edilizi. Il castello di Ussel venne abitato dai Challant fino al 1470.

Sesta tappa : Aosta Aosta è il capoluogo della regione autonoma Valle d'Aosta ed è situata in una splendida conca alpina, coronata dal monte Emilius (3559 metri), della Becca di Viou (2856 metri) e della Becca di Nona (3142 metri). La città sorge al centro della regione in corrispondenza della confluenza della Dora Baltea con il torrente Buthier, proveniente dalla Valpelline. La presenza dei passi alpini del Piccolo e del Gran San Bernardo ha reso la città, fin da tempi remoti, un importante nodo strategico dei trasporti; ruolo che ancora oggi detiene grazie anche alla presenza dei Trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Aosta

Home Page | Chi siamo | In Scooter | Vacanze | Attività varie | Hotel e Risoranti | Guestbook | Mappa del sito


Designed by - Marcomat / Ultima modifica : 28/07/2010 | marcomat@marcomat.it

Torna ai contenuti | Torna al menu