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Bologna e Passo Raticosa

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Un weekend a Bologna la città conosciuta come :

la Dotta, la Grassa, la Rossa.

Il primo soprannome è dovuto alla presenza di un' antichissima università (fondata nel 1088, la prima in Europa) rinomata in tutta Italia, che ancora oggi attira moltissimi studenti.
Il secondo soprannome deriva dall'opulenza diffusa e dalla buona tavola. La cucina bolognese è infatti fra le più apprezzate all'estero, tanto che talvolta gli stranieri identificano la cucina bolognese con quella italiana (tagliatelle al ragù, lasagne al forno, tortellini e molto altro).
La terza per via del colore rossastro delle case e per l'influenza politica.

Bologna offre moltissimo sotto il profilo artistico e culturale: nota per le sue torri (le più famose sono Garisenda ed Asinelli) ed i suoi portici. Bologna infatti è l'unica città al mondo con il centro storico interamente servito da portici (oltre 38 Km nel solo centro storico).

Abbiamo cominciato dal centro di Bologna visitando :

  • Piazza Maggiore, cuore pulsante della città antica e celebre per la stupenda Fontana del Nettuno di Giambologna (XVI secolo), su cui si affacciano i maggiori edifici del potere civile e religioso (Basilica di san Petronio, Palazzo del Comune, Palazzo del Podestà e Palazzo di Re Enzo);
  • Le due torri simbolo di Bologna, la Torre Garisenda (48.16 metri) e la Torre degli Asinelli (97.20 metri), che con la loro altezza caratterizzano il profilo della città; (salita in cima per spettacolora panorama)
  • la Basilica di San Petronio, edificata nel XIV secolo per volontà del Comune,
  • il Palazzo del Comune, eretto in epoca comunale e chiamato anche “d’Accursio” per aver ospitato alcuni membri della ricca famiglia bolognese, è oggi sede di alcune importanti istituzioni culturali come il Museo Morandi, in cui sono conservate le opere del grande maestro donate alla città di Bologna;
  • il Palazzo del Podestà, costruito nel XIII secolo all’incrocio di due strade, è caratterizzato dalla Torre dell’Arengo e dal cosiddetto Voltone del Podestà, cioè un ampio porticato che è decorato con le statue dei quattro protettori di Bologna, san Petronio, san Procolo, san Domenico e san Francesco;
  • il Palazzo di Re Enzo, una costruzione duecentesca che prende il nome dal suo ospite più illustre, Re Enzo, figlio di Federico II di Svevia, che conserva nelle sue sale l’archivio cittadino e il Carroccio, cioè un grande carro che veniva usate in guerra per portare le insegne delle città.
  • Santuario della Madonna di San Luca. La costruzione consta di 666 archi per complessivi m 3796 così suddivisi:

• tratto in pianura da porta Saragozza all'arco del Meloncello 316 arcate per m 1520
• tratto collinare dall'arco del Meloncello al santuario 350 arcare per m 2276.
Il portico è realizzato con un modello ripetitivo: ogni arco viene retto da due colonne,
questo in pianura mentre per il tratto collinare in uno dei due lati la successione di
colonne è sostituita da una parete. Alternandosi il lato chiuso ad ogni curva si ha ora la
visione sulla città ora sul paesaggio collinare, nascondendosi sempre alla vista la meta finale
della chiesa. Non sarebbe casuale il fatto che il portico sia composto esattamente da 666
archi (numero diabolico). Detto numero sarebbe stato utilizzato per indicare che il
porticato simboleggia il «serpente», ossia il Demonio, sia per la sua forma sia perché,
terminando ai piedi del santuario, ricorda la tradizionale iconografia del Diavolo sconfitto e schiacciato dalla Madonna sotto il suo calcagno.

La domenica abbiamo completato il giretto

Passo della Raticosa, Loiano, Monzuno, Gaggio MOntano, Zocca, Sedriano

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